Perfetto! Ho letto il comunicato stampa sul XIII Convegno I.S.T.A. "Alpi Immaginarie". Procedo con la creazione dell'articolo completo ed esaustivo.
TITOLO: XIII Convegno I.S.T.A. a Breno: Alpi Immaginarie tra antropologia e geografia leggendaria
SEO TITLE (58 caratteri): Convegno Alpi Immaginarie Breno: 15 novembre Palazzo Cultura
SEO DESCRIPTION (148 caratteri): XIII Convegno I.S.T.A. Alpi Immaginarie il 15 novembre a Breno. Antropologia del paesaggio e leggende alpine al Palazzo della Cultura. Ingresso libero ore 14.30.
OCCHIELLO (248 caratteri): Sabato 15 novembre a Breno il XIII Convegno I.S.T.A. esplora l'immaginario alpino tra draghi, leggende Walser e montagne sacre. Studiosi da tutta Italia indagano il rapporto tra comunità alpine e territorio attraverso miti e tradizioni popolari.
ARTICOLO:
Le Alpi non sono solo roccia, neve e pascoli. Sono anche territorio dell'immaginazione, spazio abitato da creature leggendarie, attraversato da racconti che hanno accompagnato per secoli la vita delle comunità montane. Sabato 15 novembre, il Palazzo della Cultura di Breno, in provincia di Brescia, ospiterà il XIII Convegno I.S.T.A. (Incontri per lo Studio dei Territori Alpini) dedicato al tema "Alpi Immaginarie - Antropologia del paesaggio e geografia leggendaria delle vallate alpine".
L'evento, a ingresso libero, inizierà alle ore 14.30 con l'inaugurazione dell'area poster, i saluti istituzionali e l'apertura ufficiale dei lavori. Una giornata di studio che riunisce ricercatori e studiosi da diverse università e centri di ricerca italiani per esplorare il complesso rapporto tra territorio alpino, immaginario collettivo e cultura delle popolazioni di montagna.
Un approccio multidisciplinare all'immaginario alpino
Il convegno, presieduto da Loris Bendotti, funzionario demoetnoantropologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Milano, propone un approccio multidisciplinare che intreccia antropologia culturale, geografia, storia delle tradizioni popolari e studi sul paesaggio.
L'introduzione sarà affidata a Ivan Faiferri, Presidente della Società Storica e Antropologica di Valle Camonica, e a Luca Giarelli, Direttore di I.S.T.A., che inquadreranno il tema del convegno nel contesto più ampio degli studi sui territori alpini e sull'importanza di preservare e studiare il patrimonio immateriale delle comunità montane.
Draghi in Valle Camonica: avvistamenti letterari
La prima relazione, affidata a Simone Signaroli dell'Ateneo di Brescia (Accademia di Scienze, Lettere ed Arti), si intitola "Draghi in Valle Camonica. Guida agli avvistamenti letterari" e promette di essere un viaggio affascinante nell'immaginario fantastico della valle bresciana.
I draghi popolano da sempre le narrazioni delle culture alpine, creature che incarnano forze naturali potenti e misteriose: le valanghe improvvise, le frane devastanti, i temporali violenti che si abbattono sulle montagne. Nelle vallate alpine questi esseri mitologici hanno assunto caratteristiche specifiche, legate alle peculiarità geografiche e culturali di ogni territorio.
La Valle Camonica, con la sua straordinaria ricchezza di incisioni rupestri che testimoniano una presenza umana millenaria, conserva anche un patrimonio di racconti orali e riferimenti letterari che vedono i draghi come protagonisti. Signaroli guiderà il pubblico attraverso questi "avvistamenti" documentati nella letteratura locale, analizzando come la figura del drago sia stata utilizzata per dare senso a fenomeni naturali incomprensibili o per trasmettere valori e insegnamenti alle nuove generazioni.
Paesaggio e immaginario in Valle di Susa
Caterina Angela Agus del CREA (Centro Ricerche EtnoAntropologiche) proporrà "Paesaggio e immaginario in Valle di Susa. Uno sguardo antropologico", un'analisi che esplora come le comunità della valle piemontese abbiano costruito nel tempo una relazione complessa con il proprio territorio, fatta tanto di pratiche materiali quanto di rappresentazioni simboliche.
La Valle di Susa, crocevia storico tra Italia e Francia, porta i segni di una lunga storia di transiti, scambi culturali e stratificazioni di popolazioni diverse. Questo ha generato un immaginario particolarmente ricco, dove elementi celtici, romani, cristiani e più recentemente legati alla modernizzazione si sovrappongono creando un palimpsesto culturale affascinante.
L'approccio antropologico permette di andare oltre la semplice raccolta di leggende per comprendere come queste narrazioni strutturino la percezione che le comunità hanno del proprio territorio, influenzando comportamenti, scelte insediative, pratiche agricole e pastorali. Il paesaggio diventa così non solo realtà fisica ma anche costruzione culturale, carica di significati che vanno oltre ciò che l'occhio può vedere.
Le leggende Walser come codice simbolico
Matilde Beuchod e Matteo De Lucia, ricercatori indipendenti, presenteranno "Vivere il racconto, abitare la montagna. Le leggende Walser come codice simbolico di relazione tra comunità e ambiente", uno studio che si concentra su una delle popolazioni alpine più affascinanti e studiate.
I Walser sono una popolazione di origine alemanna che tra il XIII e il XIV secolo colonizzò diverse valli dell'arco alpino, dal Canton Vallese alle valli italiane ai piedi del Monte Rosa, fino ad alcune vallate grigionesi. Portarono con sé non solo una lingua germanica particolare (il titsch) ma anche un ricco patrimonio di racconti, credenze e pratiche culturali.
Le leggende Walser non sono semplici storie da raccontare nelle sere d'inverno: costituiscono un vero e proprio codice attraverso cui la comunità organizza il proprio rapporto con l'ambiente montano. Racconti di spiriti dei boschi, di creature che abitano le cime più alte, di luoghi da evitare o da rispettare hanno funzione normativa, insegnando comportamenti corretti per chi vive in un ambiente tanto bello quanto potenzialmente pericoloso.
Questa relazione metterà in luce come l'immaginario leggendario Walser costituisca una forma di sapienza ecologica tradizionale, un modo di tramandare conoscenze fondamentali per la sopravvivenza e il benessere della comunità attraverso narrazioni che coinvolgono emozioni e memoria più efficacemente di qualsiasi normativa scritta.
Sovramonte: un microcosmo alpino tra superstizione e meraviglia
Marta Dalla Corte dell'Università Ca' Foscari di Venezia presenterà "Sovramonte, microcosmo alpino: superstizioni, spiriti e geografie del meraviglioso ai piedi delle Dolomiti", uno studio che si concentra su questo territorio bellunese particolarmente ricco di tradizioni popolari.
Sovramonte, comune del Feltrino ai piedi delle Dolomiti, ha conservato fino a tempi relativamente recenti un patrimonio di credenze e pratiche che altrove sono scomparse molto prima. L'isolamento relativo di queste valli ha permesso la sopravvivenza di un universo simbolico complesso, dove convivono elementi pre-cristiani, cristianizzazione di culti antichi, credenze legate ai cicli naturali e alle attività agro-pastorali.
Gli spiriti che abitano questo paesaggio immaginario non sono astrazioni: hanno nomi, caratteristiche precise, luoghi di residenza definiti. Ci sono le anguane, figure femminili legate all'acqua; i salvan, spiriti dei boschi; creature notturne che è meglio non incontrare. Ognuna di queste figure svolge una funzione specifica nel sistema di credenze, spesso legata al controllo sociale, alla regolamentazione dell'uso delle risorse comuni, alla trasmissione di conoscenze ambientali.
La ricerca di Dalla Corte ricostruisce questa "geografia del meraviglioso", mappando i luoghi del sacro, del proibito, del pericoloso, mostrando come il territorio fisico sia inseparabile dalla sua dimensione immaginaria e come questa influenzi concretamente il modo in cui viene abitato e utilizzato.
Montagne sacre ed ecologie native in Val Saviore
L'ultima relazione, dal titolo "Montagne sacre, erbe officinali e simboli. Etnografia di pratiche ambientali fra saperi locali ed ecologie native in Val Saviore", sarà presentata congiuntamente da Irene Borchi dell'Università degli Studi di Perugia e da Italo Bigioli del Gruppo italiano Amici della Natura Saviore dell'Adamello - Naturfreunde Internationale.
La Val Saviore, laterale della Valle Camonica nel territorio del Parco dell'Adamello, conserva un patrimonio di saperi tradizionali legati all'uso delle piante officinali e a pratiche che oggi definiremmo di etnobotanica. Questo intervento esplorerà come le comunità locali abbiano sviluppato nel tempo una conoscenza approfondita delle proprietà delle piante, trasmessa oralmente di generazione in generazione e spesso intrecciata con credenze religiose e simboliche.
Le montagne sacre di cui parla il titolo sono quegli spazi dove il confine tra naturale e soprannaturale si fa più sottile: luoghi di pellegrinaggio, cime dove si svolgevano rituali, sorgenti considerate miracolose. Spesso proprio in questi luoghi crescono piante considerate particolarmente potenti, la cui raccolta deve seguire rituali precisi per mantenerne l'efficacia.
L'approccio etnografico permette di documentare queste pratiche prima che scompaiano completamente, e al contempo di riflettere su come i saperi locali costituiscano forme di "ecologie native", cioè modi di relazionarsi con l'ambiente che integrano conoscenze pratiche, valori etici e dimensioni spirituali in un sistema coerente.
I.S.T.A.: tredici anni di studio dei territori alpini
Il convegno rappresenta la tredicesima edizione degli Incontri per lo Studio dei Territori Alpini, iniziativa che da oltre un decennio si propone di creare occasioni di confronto tra studiosi di diverse discipline interessati al mondo alpino nelle sue molteplici dimensioni.
I.S.T.A. si caratterizza per un approccio che non separa lo studio del territorio fisico da quello delle culture che lo abitano, riconoscendo che natura e cultura sono intrecciate in modi complessi e che per comprendere davvero un territorio montano è necessario considerare tanto gli aspetti geologici, botanici e faunistici quanto quelli storici, antropologici e culturali.
I precedenti convegni hanno affrontato temi diversi: dall'architettura tradizionale alle migrazioni, dalle pratiche pastorali ai cambiamenti climatici, dalla toponomastica alle trasformazioni del turismo montano. Ogni edizione contribuisce a costruire un quadro sempre più ricco e articolato della realtà alpina contemporanea e delle sue radici storiche.
Breno e la Valle Camonica: contesto perfetto per il convegno
La scelta di Breno come sede del convegno non è casuale. Capoluogo amministrativo della Valle Camonica, Breno è al centro di un territorio che ha dato contributi fondamentali alla conoscenza delle culture alpine. Le incisioni rupestri camune, riconosciute dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità, testimoniano una presenza umana continua che risale a migliaia di anni fa.
La valle conserva inoltre un ricchissimo patrimonio di tradizioni popolari, architetture rurali, santuari montani e testimonianze di quella cultura materiale e immateriale che il convegno si propone di studiare e valorizzare. Il Palazzo della Cultura di Breno offre spazi adeguati per ospitare questo tipo di eventi, confermando la vocazione della valle a essere non solo destinazione turistica ma anche centro di ricerca e studio.
Un'occasione aperta a tutti
L'ingresso libero al convegno testimonia la volontà degli organizzatori di rendere accessibile a un pubblico ampio le riflessioni e le ricerche presentate. Non si tratta di un evento riservato agli specialisti ma di un'occasione per chiunque sia interessato alla cultura alpina, alle tradizioni popolari, all'antropologia e alla storia del territorio.
La presenza dell'area poster permetterà inoltre di conoscere altre ricerche in corso, favorendo scambi e contatti tra studiosi e appassionati. Il formato del convegno, che prevede spazio per domande e discussione, incoraggia il dialogo tra relatori e pubblico, arricchendo l'esperienza per tutti i partecipanti.

Informazioni pratiche
XIII Convegno I.S.T.A. ALPI IMMAGINARIE Antropologia del paesaggio e geografia leggendaria delle vallate alpine
Palazzo della Cultura Breno (Brescia)
Data: Sabato 15 novembre 2025
Programma: Ore 14.30 - Inaugurazione area poster, saluti istituzionali e apertura
Introduzione: Ivan Faiferri (Presidente Società Storica e Antropologica di Valle Camonica) Luca Giarelli (Direttore I.S.T.A.)
Relazioni:
- Simone Signaroli: "Draghi in Valle Camonica. Guida agli avvistamenti letterari"
- Caterina Angela Agus: "Paesaggio e immaginario in Valle di Susa. Uno sguardo antropologico"
- Matilde Beuchod & Matteo De Lucia: "Vivere il racconto, abitare la montagna. Le leggende Walser come codice simbolico"
- Marta Dalla Corte: "Sovramonte, microcosmo alpino: superstizioni, spiriti e geografie del meraviglioso"
- Irene Borchi & Italo Bigioli: "Montagne sacre, erbe officinali e simboli. Etnografia di pratiche ambientali in Val Saviore"
Ore 18.00 - Domande e conclusioni
Presiede: Loris Bendotti (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Milano)
Ingresso libero
