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  • Un po' di storia di Brescia
    • Le notizie sulle origini di Brescia si perdono nella notte dei tempi, sconfinando nella leggenda e le teorie sull'identità del fondatore sono molteplici: Ercole, Troe o Cidno, il re dei Liguri da cui deriverebbe il nome del colle Cidneo situato alle porte della città. Certo è che la parola Brescia deriva dal longobardo Brexia che, a sua volta, trae origine dal nome romano della città, Augusta Brixia. Dalle tribù celtiche stanziate nella Pianura Padana, la città di Brescia divenne a partire dal 196 a.C alleata di Roma e nel 41 a.C, città romana a tutti gli effetti: vennero costruiti 3 templi, l'acquedotto, l'anfiteatro, le terme ed il foro.
      Nel 402 d.C iniziarono le invasioni barbariche: prima i goti di Alarico e gli Unni di Attila a cui seguirono gli Eruli, gli Ostrogoti guidati dal re Teodorico ed infine i Longobardi che, a partire dalla seconda metà del 500 d.C occuparono definitivamente la città di Brescia. Il loro governo non fu pessimo ma i rapporti tesi con la Chiesa sfociarono in guerra ed il re longobardo Desiderio cercò di allearsi ai Franchi, ma Carlo Magno a fianco delle truppe papali assediò nel 773 Pavia e Verona, costringendo re Desiderio all'esilio; la dominazione dei Franchi durò poi fino all'888.
      Intorno al secondo decennio del XII secolo nasce il Comune di Brescia, guelfo, fra comuni ghibellini (quindi in continua guerriglia) e, la crescita del comune, fu caratterizzata dalla lotta anche violenta con i grandi comuni confinanti, in particolare Bergamo e Cremona. Brescia partecipò inoltre alla lotta comunale della lega lombarda (seconda metà del XII) a fianco di Milano e Piacenza, storiche alleate del periodo comunale, e le truppe del comune si distinsero nella battaglia di Legnano (nel 1167) dalla quale Federico Barbarossa uscì sconfitto.
      Nel XV secolo la città di Brescia, per sfuggire all'aggressivo espansionismo milanese, si alleò alla signoria di Venezia e nei decenni che seguirono, la storia della città fu caratterizzata da numerosi assedi, come quello che si svolse nel 1438 ad opera di Niccolò Piccinino (assedio effettuato per conto del duca di Milano) e terminato grazie all'intervento di Scaramuccia da Forlì (che operava per conto di Venezia).
      Brescia condivise le sorti della Serenissima fino al trattato di Campoformio del 1797 (stipulato fra Austria e Francia) quando l'esercito francese, stabilmente insediato nella Pianura Padana, annesse la città di Brescia alla Repubblica Cisalpina.
      Con la caduta dell'Impero Napoleonico, l'Austria annesse Brescia ai propri territori ma nel 1849 la città insorse contro gli austriaci: per dieci lunghi giorni, i bresciani tennero testa all'esercito austriaco sino a che la città non si arrese e la resistenza dei cittadini venne soffocata con crudeltà di ogni genere. Con la Seconda Guerra d'Indipendenza (1859-1864), piemontesi e francesi sconfissero l'esercito austro-ungarico e Napoleone III firmò la pace di Villafranca che sancì la liberazione della Lombardia e di Brescia e la città venne definitivamente annessa al Regno d'Italia.
      La città di Brescia è decorata con la Medaglia d'Oro come “Benemerite del Risorgimento nazionale” per le azioni patriottiche compiute durante il Risorgimento e con la Medaglia d'Argento al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale.